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Metodo

COME NASCE UNA BELLCRAFT

Nasce dall’idea di una carena che, senza discostarsi in maniera radicale da quelle usate fino ad oggi in Italia, fosse più adatta a velocità intorno ai 30 nodi in planata e mantenesse ottime caratteristiche di manovrabilità anche a velocità ridotta. Pur tenendo in considerazione le carene di questo tipo di unità utilizzate in nord Europa, non abbiamo però dimenticato le peculiari caratteristiche del mare Mediterraneo nel quale operano la maggior parte delle nostre barche.

Da queste ed altre considerazioni è nata una carena a spigolo, con ruota di prua profonda, volumi della parte alta di prua pronunciati, cavallino diritto che si alza verso prua, buona altezza di costruzione e carena a poppa spianata. I pattini sullo spigolo sono studiati per fornire adeguato sostentamento nella parte addietro, in particolare con propulsori IPS, e per deviare l’acqua a prua rendendo la barca “asciutta” anche in condizioni di mare impegnative.

La conformazione della prua ha dimostrato un ottimo approccio sull’onda, che viene tagliata senza che la prua si immerga, grazie ai volumi superiori crescenti che forniscono spinta verso l’alto, ed evitando sussulti ed impatti violenti. La poppa è stata spianata con sezioni longitudinali rettilinee per anticipare l’ingresso in planata. Consente l’installazione dei propulsori IPS, ma è anche perfettamente compatibile anche con i sistemi tradizionali di propulsione, come assi in linea, V-drive, idrogetti. Non abbiamo ritenuto utile creare una pinna in chiglia (skeg), usualmente presente su questo tipo di imbarcazioni; per la nostra carena non è necessaria, costituirebbe un attrito in più e renderebbe meno manovrabile l’unità. La stabilità di rotta in tutte le condizioni e velocità è ottenuta con le forme della carena e la corretta disposizione dei pesi.

Le unità prodotte hanno mostrato ottime doti di tenuta al mare e manovrabilità a tutte le velocità, stabilità di rotta in tutte le condizioni e velocità elevate (in funzione della potenza installata), caratteristiche riscontrate sia su assi in linea, sia V-drive sia IPS. Abbiamo inoltre creato nella parte centrale dello scafo una zona rettilinea che permette l’inserimento nello stampo di un corpo cilindrico; in tal modo possiamo produrre carene di lunghezza compresa fra 11.7 m e 14 m. Tutte le barche possono essere dotate di sistemi “intruder” avanzati che controllano l’assetto longitudinale e trasversale, e possono essere dotate di stabilizzatori inerziali che annullano il rollio a tutte le andature e favorendo l’accosto alla nave, rendendolo più sicuro.

Per quanto riguarda le caratteristiche di stabilità, che possono leggermente variare a seconda degli allestimenti, abbiamo ottenuto ottimi risultati, con altezze metacentriche superiori alla media, senza avere periodi di oscillazione troppo brevi che rendano la barca “dura”. Naturalmente stabilizzatori inerziali e intruder aumentano notevolmente il comfort, sia a barca ferma sia in navigazione a qualsiasi velocità. Le nostre barche soddisfano tutti i criteri di stabilità richiesti dai Registri di classifica e dalle autorità di bandiera. Non prevediamo allestimenti standard perché la nostra clientela è costituita prevalentemente da corporazioni di Piloti o di Ormeggiatori, ognuna con esigenze specifiche del loro servizio e del luogo ove questo si svolge. Ogni unità è quindi progettata sulle richieste del Committente: la lunghezza della carena, la posizione e l’estensione della cabina, il tipo di propulsione, il tipo e la potenza dei motori, l’autonomia, etc. Le strutture e i fasciami sono dimensionati per soddisfare i regolamenti dei Registri di classifica e maggiorati ove necessario per l’uso specifico di ogni unità.

Effettuiamo un controllo continuo durante tutta la stratificazione affinchè si rispettino tutti gli spessori ed i rinforzi necessari e richiesti per questo tipo di imbarcazioni. Internamente al fasciame abbiamo una ramificazione di longitudinali e correnti che creano una struttura robusta ed idonea al lavoro più arduo.

Tutte le ossature prevedono degli ombrinali per il passaggio dell’acqua. Le sovrastrutture e la coperta sono costruite con resine isoftaliche con strutture a sandwich al fine di potenziarne la resistenza, particolari rinforzi vengono eseguiti con inserti in legno nei maggiori punti di sforzo ove dovrà essere applicato un accessorio.

Di norma utilizziamo parabordi speciali in schiuma con un rivestimento protettivo che collabora alla distribuzione delle sollecitazioni; la densità della schiuma, eventualmente differenziata secondo la posizione, è calcolata per ogni unità in funzione dell’energia cinetica che deve dissipare, ovvero di parametri come dislocamento, velocità, dimensioni principali, etc. Tali parabordi sono fissati sulla barca tramite cavi e cinghie, quindi facilmente sostituibili se danneggiati, e inseriti in un’apposita sede ricavata nello stampo della coperta. Altri parabordi, sempre in schiuma rivestita, sono incollati sulle fiancate. È altresì possibile utilizzare parabordi tradizionali in gomma dura. La disposizione dei parabordi è studiata e concordata con il Committente in base al servizio svolto.

Speciale cura abbiamo adottato per l’insonorizzazione della sala macchine, al fine di ottenere un importante abbattimento di rumore e vibrazioni, in particolare all’interno della cabina. Qui è possibile parlare e sentire in condizioni pressoché normali anche durante la navigazione ad alta velocità. Anche all’esterno il rumore dissipato è molto contenuto, sicuramente inferiore alla media di imbarcazioni analoghe. La cabina è personalizzata secondo le esigenze del Committente: dimensioni, posizione, allestimenti (panche, poltrone, etc), posizione di guida (dritta, sinistra, centro), dimensioni della plancia e disposizione della strumentazione, etc. Tutte le finestrature sono incollate nella loro sede ricavata nello stampo della cabina. La disposizione dell’attrezzatura di coperta (bitte, battagliole, tientibene, trespoli per i Piloti) sono studiate e concordate con il Committente. È altresì possibile installare sistemi di recupero dell’uomo a mare: piattaforma mobile a poppa o sistemi a cavo.